Cistus salviaefolius

Caratteristiche

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  • Nomenclatura e sistematica:

    Cistus salviaefolius o salvifolius L. Cisto femmina, Brentana, Scornabecco. Classe: Dicotiledonae, Famiglia: Cistaceae.

  • Origine del nome:

    Cistus: il nome con il quale i Latini indicavano il genere; salviaefolius: dalle foglie simili a quelle della Salvia.

  • Comportamento ed habitat:

    Vegeta nelle macchie, nelle garighe e nelle leccete. Fa parte della macchia mediterranea; resiste al passaggio ripetuto di incendi, ma non come singola pianta, bensì come specie che ha una germinazione dei semi abbondante. Dal mare fino ai 1.200 m.

  • Diffusione:

    In base a quanto riporta il Pignatti, in Italia vegeta dappertutto ad eccezione del Trentino e della Pianura Padana. Sul Gargano spesso lo si trova a fianco del Cistus incanus.

  • Portamento e radici:

    Piccolo arbusto, alto di solito 40-50 cm, può arrivare ai 100 cm. Non vischioso ma con odore di resina.

  • Foglie:

    Foglie sempreverdi e rugose ma morbide; verde-grigie; semplici e opposte; picciuolo di 3-4 mm, ellittiche o ovali; margine intero, senza peli bianchi; 1-1,5 x 1,5-3 cm; pagina superiore e inferiore con peli stellati; pagina inferiore più chiara.

  • Fiori:

    Ermafroditi, da soli o in gruppi di 2-3; bianchi; corolla di 4-5 cm, giallo-arancione al centro; 5 petali di 2-3 cm con lamina liscia, margine intero, apice allargato e più o meno cordato; 5 sepali; peduncoli fiorali molto lunghi e articolati. 3-10 cm all'ascella delle foglie; stami numerosi e corti, con filamento e antera giallo-arancione; Ovario al centro degli stami e di colore bianco; stilo quasi inesistente.

  • Epoca di fioritura: Aprile-giugno
  • Impollinazione: Entomofila
  • Frutti: Capsula globosa ad apice tronco, loculicida con 5 lobi (loculicida o setticida: apertura della capsula in senso longitudinale). I frutti sono persistenti sulla pianta anche dopo la loro apertura e la diffusione dei semi.
  • Confusione e riconoscimento:

    Sul Gargano ci sono cinque specie di Cisto: il Cistus albidus, il Cistus clusii, il Cistus incanus, il Cistus monspeliensis, il Cistus salviaefolius

    • Cistus albidus L.: fiori rosei; foglie sessili e con 3 nervature parallele; petali e sepali 5;
    • Cistus clusii Dunal: fiori bianchii; foglie aghiformi; petali e sepali in numero di 3;
    • Cistus incanus L.: fiori rossi; foglie inferiori e medie peduncolate e con nervature pennate; petali e sepali 5;
    • Cistus monspeliensis L.: fiori bianchi; foglie lineari e appiccicose; petali e sepali 5;
    • Cistus salviaefolius L.: fiori bianchi; foglie ellittiche o ovali, simile a quelle della Salvia; petali e sepali 5.
  • Utilizzo:

    I Cisti vanno bene come piante ornamentali di bassa taglia. In primavera abbelliscono l'ambiente con il colore dei fiori; in inverno col verde delle foglie. Si presta bene nel rinverdimento delle scarpate pietrose e per realizzare bordure e chiusure di spazi aperti.

  • Curiosità:

    A proposito di certi vivaisti
    In una discussione con un vivaista delle nostre parti che aveva pochissimi arbusti ornamentali autoctoni sostenendo che da noi non ci sono arbusti ornamentali, il Cisto rosso e quello femmina furono le prime piante che mi vennero in mente.
    Propagazione della specie dopo gli incendi
    Dopo il passaggio del fuoco, il Cistus salviaefolius, ma anche il Cistus incanus e il Cistus monspeliensis, per riprodursi, si affidano solo ai semi. Cioè, le piante non resistono al fuoco che le distrugge completamente. Però, la germinazione dei semi che hanno subito il passaggio del fuoco è 10 volte superiore a quelli che non lo hanno subito. Ciò sembra dovuto al fatto che il fuoco intacchi il duro tegumento legnoso ma anche alla distruzione di alcune sostanze fenoliche che limitano l'afflusso di ossigeno all'embrione (ANPA, Propagazione per seme di alberi e arbusti della flora mediterranea, 2001).

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