La miserrima situazione del luogo in cui vivo, dell'Italia tutta e dell'Europa mi ha dato la possibilità di riprendere i miei amati studi, con ri-letture e considerazioni anche scritte su quello che sta succedendo.
La consultazione di carte e materiale informatico accumulatosi nel tempo, mi ha costretto a creare una nuova sezione, che ho chiamato (olé!) Almanacco. In essa pubblicherò tanti materiali, senz'altro disparati ma, per me, interessanti.

Dice il Vangelo:
In quel tempo, Gesù diceva alla folla: "Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O non piuttosto per metterla sul lucerniere? Non c'è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per intendere, intenda!".
Marco 4,21-25
Chi avesse deciso di mettere la lampada sotto stia attento agli eventuali incendi.

Parlerò di libri e biblioteche, di emigrazione ed immigrazione, di istruzione e cultura, di turismo e territorio e di quant'altro da me ritenuto interessante.

Avrete certamente notato che questo web sta pubblicando, in forma integrale, dei testi forse poco conosciuti ma, a mio parere, molto importanti per comprendere cosa siamo e da dove veniamo. Penso a Pasquale Soccio, a p. Doroteo Forte, a p. Mario Villani ed alle sue pubbliche conferenze, ad Umberto Eco, ad autori poco conosciuti, come Sebastiano Rendina, al grandissimo poeta e scrittore di San Marco in Lamis Giuseppe Tusiani, del quale tantissimi hanno preparato un bellissimo "coccodrillo" ed al quale, invece, auguro una lunghissima vita. Per non dimenticare Francesco Borazio, il grandissimo poeta in vernacolo e Masino Nardella, grande cultore di Storia locale e meridionale.
Penso a Paolo Sylos Labini, al suo immenso lavoro di insegnante e di grande economista, molto conosciuto e rispettato (forse più) all'estero. Ricordo una sua intervista a Die Zeit, in tedesco, che ho avuto il piacere di leggere ed apprezzare. Ho avuto anche l'onore di stringere la mano a questo galantuomo, che ha onorato ed onora l'Italia.
Egli scriveva, in Saggio sulle classi sociali (1975):

"Sotto molti aspetti, l'attuale quadro politico italiano appare come una desolata palude: specialmente (ma non esclusivamente) nella cerchia dei ceti medi, la corruzione, le spinte corporative e la caccia ai privilegi si moltiplicano, come una volta in Uruguay, con un progressivo aumento dell'uso parassitario delle risorse a danno degli impieghi produttivi e quindi a danno delle capacità di sviluppo economico. Al centro del quadro - con ramificazioni a destra e a sinistra - c'è una gran massa di piccoli borghesi che pensa principalmente, o esclusivamente, al proprio "particulare" e se ne infischia della cosa pubblica. A sinistra ci sono quei partiti di cui ho parlato e che, senza una profonda riorganizzazione e senza una "trasfusione di sangue", rischiano di corrompersi o di sclerotizzarsi in modo irreversibile. All'estrema sinistra ci sono alcuni gruppi, che oggi tutto possono far meno che la rivoluzione. Ancora a sinistra, nelle fabbriche, c'è un consistente nucleo di classe operaia industriale moderna in netta ascesa. Corrispondentemente, all'estrema destra si profila il pericolo di una reazione fascista di tipo nuovo. Insomma, sembra che la prospettiva sia quella di uscire dalla palude per andare a finire o in un campo di concentramento o in un bel cimitero, con i viali ordinati ed ornati di fiori, oppure in una palude di altro genere".

Sono passati oltre 40 anni e "tutto si è compiuto". Non ho citato le parole di un tirapiedi, ma quelle di un uomo lucidissimo, che ci metteva in guardia.
Chi vuole può leggere questa intervista a Paolo Sylos Labini del 2000.
Penso, inoltre, a tanti autori poco conosciuti ma meritevoli di essere letti.
Accompagnerò il tutto con immagini e materiale multimediale mai pubblicato e presente nel mio archivio, informatico e cartaceo.
Vi propongo un brano musicale, adattato ed eseguito da Ciro Iannacone, nipote del mitico "Gire Maruzze": La vadda de Stignane, a mio avviso la più bella versione della struggente canzone sammarchese.

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