Nella sezione dedicata ad Ernesto Rossi (co-autore con Altiero Spinelli del Manifesto di Ventotene del 1941 ed esecutore testamentario di Gaetano Salvemini, puoi scaricare (e leggere) 2 interventi del Nostro usciti su L'Astrolabio del 25 ottobre 1963.
Nella sezione Storia>>Panfilo Gentile è da scaricare il libro completo, diviso in 9 capitoli, Polemica contro il mio tempo
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Un appello ai miei concittadini
1. Ahi serva Italia, di dolore ostello! *

Il costituzionalista Michele Ainis (1955 - )
Il costituzionalista Michele Ainis (1955 - )
Ha ragione Michele Ainis (1): non c’è un potere politico corrotto e una società civile moralmente sana. Siamo tutti immersi nella corruzione. Certo bisogna sempre distinguere e riconoscere che la situazione cambia nel tempo e non è omogenea, proprio per capire se dalle limitate sezioni o dalle aree non putrefatte possa venire una futura salvezza.
Ma il quadro dominante è quello descritto da Ainis, con diverse integrazioni: lavoro sommerso, abusi edilizi, concorsi truccati, evasione fiscale diffusissima, tangenti non meno diffuse, appalti truccati, sport largamente corrotto, università dominate da "raccomandazioni", fuga all’estero di tanti cervelli, schiere di parlamentari pronti a votare tutto per danaro o altre "utilità", leggi-vergogna ad personam, leggi aggirate con astuti espedienti come la legge del 1957 sulla ineleggibilità dei titolari di importanti concessioni pubbliche (2), stretti rapporti con mafia, camorra e sacra corona unita.
Da L'Astrolabio.
Da L'Astrolabio.
Mussolini prima e Berlusconi poi hanno fortemente aggravato la crisi italiana, ma non l’hanno creata
. È una questione non di Dna, ma di evoluzione storica, la quale va studiata tenendo conto che ci sono tre Italie: quella del Nord, quella del Centro e quella del Sud. Quando il sistema feudale entrò in dissoluzione nel Nord, dal Mille al Duecento, si costituì la civiltà comunale, caratterizzata dall’autogoverno; poi prevalsero le fazioni e i conflitti locali alimentati dalle lotte fra Papato e Impero, le quali a loro volta aprirono le porte alle principali potenze straniere.
Già al principio del Trecento Dante poteva urlare: "Ahi serva Italia, di dolore ostello!". "Serva", ecco il punto centrale che caratterizzerà con alterne vicende la storia successiva per arrivare fino ai giorni nostri, ecco la radice dei nostri mali.
Italia del Centro: qui tutte le persone che pensano, credenti e non credenti, debbono riconoscere le gravi responsabilità che la Chiesa si è assunta con lo Stato pontificio. In certi periodi ha praticato largamente la tortura attraverso l’Inquisizione. Ha usato la religione come instrumentum regni. Un confessore, racconta l’economista inglese Nassau Senior nel suo diario romano del 1848, per costringere una madre a denunciare il figlio, liberale, le negò l’assoluzione: la madre alla fine cedette e suo figlio fu arrestato e torturato. Credo però che la colpa più grave della Chiesa cattolica verso l’Italia stia nel fatto che, per preservare il suo potere, si è appoggiata a potenze straniere, contribuendo così a ritardare l’unificazione del paese e perpetuando lo stato quasi servile di tutta la popolazione verso gli stranieri. Tuttora la Chiesa, che pure annovera fra le sue fila tante persone di grande valore, spesso rinuncia alla primogenitura per qualche piatto di lenticchie, specialmente nel campo della scuola. Da laico mi auguro che cambi in profondità giacché, fede a parte, la Chiesa ha grande influenza nella società.
Il Mezzogiorno...
Il Mezzogiorno...
Anche il Sud ha subito dominazioni straniere: però, non avendo vissuto, come il Nord, l’esperienza dei comuni autonomi, quelle dominazioni hanno avuto effetti ben più deleteri. Inoltre il Sud subiva le incursioni dei pirati ed era afflitto dalla malaria, che ne debilitava la popolazione. Ma il problema di fondo in Italia sono state le dominazioni straniere: i sudditi non si  autogovernano ed escogitano ogni sorta di espedienti per ottenere i vantaggi che i dominatori e i loro soci riservano a se stessi; per i sudditi aggirare le leggi sgradite è del tutto "morale", com’è "morale" l’evasione fiscale. Se vogliamo migliorarci dobbiamo compiere un’analisi spietata: la società risente ancora delle passate dominazioni straniere; in gran parte siamo servi, non uomini liberi. Il problema è: come potremo diventarlo.
Anche i costi della politica, che da noi sono assai maggiori che nei paesi civili, sono la manifestazione di una carenza grave nell’autogoverno e nell’autonomia dei cittadini. Si deve però ammettere che, nonostante tutto, al fondo c’è un substrato di civiltà, che emerge nei periodi più drammatici. Così, la Resistenza ha rappresentato un trauma benefico poiché era animata da un nucleo di persone coraggiose e civili: ha dato origine alla nostra "bella Costituzione", cui dette un contributo fondamentale Calamandrei.
Silvio Berlusconi in una foto pubblicata sull'Espresso nel 1977..
Silvio Berlusconi in una foto pubblicata sull'Espresso nel 1977..
Alla Costituzione è seguito un periodo di lento miglioramento civile, un periodo durante il quale, per esempio, i ministri anche semplicemente indagati si dimettevano, senza bisogno di codici etici che glielo imponessero. Poi il trio Gelli-Craxi-Berlusconi ha interrotto il processo; Andreotti gli ha dato una mano.
Per giustificare il malaffare si usa dire, riecheggiando antiche tesi, che la politica non va confusa con l’etica. Ma fra l’etica e la politica c’è distinzione, non contrapposizione, e c’è distinzione e non contrapposizione fra etica ed economia. Lo dimostra l’Argentina, la cui economia è stata travolta dalla corruzione.
Nel Seicento e nel Settecento l’Inghilterra era un paese largamente corrotto. La corruzione, che proveniva dalla Corte e dalle alte gerarchie ecclesiastiche, danneggiava tutti, economicamente e moralmente. I nuclei sociali più compatti e più autonomi, che si trovavano in certi strati delle classi medie di allora, reagirono.
Furono chiamati Puritani. La loro reazione si svolse in due ondate, una nel Seicento, che culminò con la rivoluzione di Cromwell, l’altra nella seconda metà del Settecento.
Verso la fine di questo secolo erano Puritani i borghesi che misero in moto la Rivoluzione industriale.
Silvio Berlusconi e Bettino Craxi.
Silvio Berlusconi e Bettino Craxi.
Le stesse università di Oxford e di Cambridge, che a detta di Adamo Smith erano corrotte e inefficienti, si rinnovarono ed ebbe inizio quello sviluppo che ora tutti conoscono. Fu un piccolo gruppo di Puritani (quarantadue) che nel 1620 s’imbarcò sulla nave "Mayflower" per andare in America, nel New England, per trovare la libertà (in patria erano perseguitati).
Fondarono una comunità che escludeva ogni vincolo feudale per le terre e dava preminenza alla cultura (ne parlano a lungo Smith e Tocqueville).
Senza i Puritani, gli Stati Uniti non sarebbero oggi quello che sono, compresa la forza militare, che è prodotta dalla cultura. (Ciò non toglie che l’America di Bush non mi piace affatto, ma non durerà.) Il New England condizionò in seguito lo sviluppo del Nord degli Stati Uniti, mentre nel Sud andarono - com’era la regola nelle colonie - gli avventurieri, per far soldi prima con le miniere e poi con le produzioni tropicali, dove impiegarono largamente gli schiavi neri.
Bettino Craxi e Silvio Berlusconi al mare.
Bettino Craxi e Silvio Berlusconi al mare.
L’esempio inglese dei Puritani può rincuorarci? Sì, se però ci rendiamo conto che ci dovremo dare da fare con grande impegno e a lungo, per uscire dall’abisso di abiezione in cui siamo precipitati. In Italia un substrato di civiltà esiste: in alcune categorie sociali, specialmente tra i contadini medi e fra certi strati di operai e di piccoli imprenditori, ci sono persone che possono aiutare la ripresa. Occorrono però gli intellettuali: in tutti i paesi ci sono i servi, gli opportunisti e gli intellettuali che si espongono. Questi ultimi da noi sono assai più rari che nei paesi civili. La speranza è che, man mano che lo stato di abiezione in cui oggi ci troviamo diviene evidente a tutti, cresca il numero degli intellettuali disposti a rischiare, e che si facciano vivi, dopo aver tanto sofferto, tutti coloro che, nella politica e nella società civile, si oppongono a Berlusconi e ai berlusconiani di ogni tendenza: solo così potremo riprendere il cammino dell’incivilimento.