Nella sezione dedicata ad Ernesto Rossi (co-autore con Altiero Spinelli del Manifesto di Ventotene del 1941 ed esecutore testamentario di Gaetano Salvemini, puoi scaricare (e leggere) 2 interventi del Nostro usciti su L'Astrolabio del 25 ottobre 1963.
Nella sezione Storia>>Panfilo Gentile è da scaricare il libro completo, diviso in 9 capitoli, Polemica contro il mio tempo
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La devastazione della Costituzione: la devolution (05)

Il quadro "L'Urlo" del pittore norvegese Edvard Munch (1863-1944)
Il quadro "L'Urlo" del pittore norvegese Edvard Munch (1863-1944)
Sono sempre più numerose le persone estremamente preoccupate per la situazione politica e si stanno moltiplicando le iniziative e i convegni per lanciare allarmi.
Partecipano attivamente uomini e donne di sinistra e di destra: mi riferisco a una destra genuina, non a quella di Berlusconi, che non è destra. In breve, non è affatto esagerato affermare che, sul piano civile, stanno emergendo le premesse di un nuovo Comitato di liberazione nazionale. Quello degli anni Quaranta includeva tanti gruppi politici, dai monarchici ai comunisti; oggi le ideologie sono assai diverse ma la sostanza è la stessa, giacché si sta diffondendo la convinzione che, come paese, siamo entrati in uno stato preagonico. Possiamo ancora salvarci ma è sempre più difficile e il tempo stringe in modo implacabile.
Io sono intervenuto in due di questi dibattiti, il primo organizzato a Palazzo Vecchio a Firenze il 1 ottobre 2004 dalla Fondazione Pertini, sul tema "Libertà e democrazia", il secondo promosso dall’Associazione Libertà e Giustizia a Roma il 3 ottobre al Teatro di Tor di Quinto, sul tema "Salviamo la Costituzione": l’allarme del titolo è pienamente giustificato.
In entrambi i dibattiti erano numerose le personalità del nuovo Cln; in entrambi è intervenuto l’instancabile ex presidente Oscar Luigi Scalfaro, che ha due anni più di me (ne ha 86!). In entrambi i dibattiti ho riecheggiato l’urlo di Munch. Ecco alcuni degli argomenti che ho svolto.
Com’è venuta a Berlusconi l’idea di riformare l’intero sistema di governo previsto dalla nostra Costituzione?
Marcello Dell'Utri.
Marcello Dell'Utri.
Per realizzare il suo vero programma non gli bastavano le leggi-vergogna? Berlusconi ha ottenuto quello che voleva con una facilità che credo abbia meravigliato lui stesso. Ma si è reso conto - o glielo hanno spiegato i suoi consiglieri, primo fra tutti Marcello Dell’Utri che si è giustamente paragonato a Socrate - che la sua vittoria era effimera e poteva perdere tutto se non "blindava" il suo potere. Di qui il raptus riformistico e il progetto di riformare - "devastare" - anche il sistema di governo; di qui il "progetto Frankenstein" che, se approvato, darebbe il colpo di grazia a ogni speranza, per l’Italia, di diventare un paese civile in un futuro prevedibile. Quali sono le probabilità che un tale progetto, che potenzialmente darebbe poteri illimitati a Berlusconi, venga approvato? Purtroppo sono elevate. Un pezzo della devolution, che serve a mantenere il sostegno di Bossi e dei suoi padani, è già passato pur essendo un progetto abominevole; può passare anche la riforma del sistema di governo.
Piero Calamandrei (1889-1956).
Piero Calamandrei (1889-1956).
Sono state avanzate critiche fortissime alle due atrocità - devolution e Frankenstein. Sono critiche semplici: possono essere comprese anche da chi è corto di cervello e scarso di cultura. Ma possono convincere le persone in buona fede, non quelle in malafede.
Per questo molte persone serie pensano che probabilmente, come estrema soluzione, resti il referendum 06, il cui esito però non è sicuro. Ma allora è sempre valido il terribile giudizio di Calamandrei? Se così fosse non ci sarebbero speranze. Ma Calamandrei scriveva subito dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale. Poi c’è stata la Resistenza. C’è stato - per brevità parlo per simboli - il massacro della famiglia Cervi.
Dopo la guerra si è svolto quello straordinario processo civile che ha visto collaborare tutte le forze politiche, di destra e di sinistra, che avevano dato vita alla Resistenza, un processo in cui ha operato come protagonista lo stesso Calamandrei e che ha generato la nostra "bella Costituzione", oggi in pericolo di morte.
In seguito hanno ripreso poco a poco il sopravvento i vecchi vizi. Io credo però che le tragiche esperienze del fascismo, della guerra e della Resistenza abbiano lasciato, in molti, segni indelebili sotto la superficie: questo spiega perché nel dopoguerra ha avuto luogo un sia pur lento e tormentato progresso civile, oggi brutalmente interrotto. L’eredità che proviene da quelle esperienze ci consente di sperare nonostante tutto, e sperare significa operare.
Se riflettiamo sui motivi dell’interruzione del progresso civile e poi dell’ascesa e della permanenza al potere di Berlusconi, dobbiamo riconoscere che le responsabilità dell’opposizione sono grandi.
I fratelli Cervi, fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943.
I fratelli Cervi, fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943.
Non pochi suoi esponenti hanno fatto robusti favori a Berlusconi - alcuni se ne sono perfino vantati con lui - anche se erano contro la legge, forse, chissà, illudendosi di ottenere la sua gratitudine politica. Altri sono arrivati ad esaltare Craxi: è lui che ci ha regalato Berlusconi e lui stesso aveva ammesso, con spavalderia e senza pudore, la propria condotta. Quegli esponenti sono giunti a irridere Enrico Berlinguer, un passatista che aveva sostenuto, come già Carlo Cattaneo, come già Gaetano Salvemini, come già Ernesto Rossi, come già Piero Calamandrei, che la morale non può essere separata dalla politica, pena la putrefazione e il regresso economico oltre che civile dell’intera società.
Di recente alcuni leader dell’opposizione in varie circostanze hanno riconosciuto di aver fatto gravi errori.
Ma per convincere tutti che intendono veramente cambiare strategia, alle parole debbono far seguire i fatti: smettendo di litigare e abbandonando la difesa a oltranza delle loro meschine posizioni di potere personale, una difesa che porta all’esclusione dei "non addetti ai lavori". La politica non deve essere monopolistica, ché allora è dittatura: è democratica solo se è aperta a tutti. Le formule sono diverse: una è quella del grande Ulivo, un’altra è la Federazione. I nomi contano poco. Se l’opposizione non fa sul serio, la conclusione, bisogna ribadirlo, è una nausea e quindi un astensionismo dilaganti, col conseguente trionfo del berlusconismo, ossia dell’Italia descritta con angoscia da Calamandrei.