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Caratteristiche sociali, economiche e geografiche del Gargano

Il promontorio del Gargano
Il promontorio del Gargano
Il Promontorio del Gargano è una estesa penisola montuosa, carbonatica ed isolata. La sua elevazione massima è di poco superiore ai 1000 mt. d’altezza. Esso è costituito da una alternanza di monti e altopiani carsici che degradano nel mare Adriatico, con pendici ripide e scoscese o dolci pendii che si raccordano alle pianure costiere laterali.
All’interno del blocco montuoso, troviamo a occidente dei sistemi di depressioni endoreiche mentre ad oriente prevalgono le forme erosive di tipo fluviale.
Notevolmente diffusa è la morfologia carsica, accentuata in corrispondenza delle sommità del promontorio, caratterizzata dalle doline, organizzate in veri e propri campi.
I ripidi versanti, incisi, trasversalmente da profondi solchi carsico-erosivi con regime torrentizio mostrano una tipica conformazione a gradinata.
Il Promontorio del Gargano rappresenta l’unico sistema montuoso di una certa importanza della Puglia (M. Calvo 1055 mt.; M. Nero 1024 mt.) e si distingue per la particolare bellezza del paesaggio, data la presenza di selve millenarie, come la Foresta Umbra, che tra tutte quelle pugliesi è la più estesa e suggestiva.
Il clima è di tipo continentale con inverni freddi ed estati calde (a parte la zona di Manfredonia che ha un clima tipicamente mediterraneo) e le precipitazioni piovose sono abbondanti rispetto alle medie regionali e distribuite nel corso dell’anno.
Geologicamente, il promontorio presenta un sistema di numerosi blocchi rigidi di rocce calcareo-dolomitiche e giurassico-cretacee che costituiscono l’ossatura del sottosuolo pugliese, sollevate rispetto alle aree esterne, volte a costituire un corpo isolato sia dalla Regione che dalla Penisola.
Dal punto di vista idrografico, i corsi d’acqua torrentizi del Gargano comprendono tutti i reticoli idrografici che scendono a partire dalle alture del promontorio verso la costa o la piana del Tavoliere, o per alcuni casi, nei laghi di Lesina e Varano.
I corsi d’acqua sono di tipo 'montano' e caratterizzati da bacini di alimentazione limitati mentre dal punto di vista morfologico le reti fluviali mostrano un buon livello di organizzazione gerarchica interna.
Le valli fluviali appaiono più ampie e profonde e modellate nel substrato roccioso; da ciò deriva che il regime idrologico di questi corsi è “torrentizio”, caratterizzato da periodi di corrivazione ridotti che dà origine a periodi di magra intervallati da brevi ma intensi periodi di piena.
La peculiarità del paesaggio garganico è quella della presenza di valli fluvio-carsiche (dette “valloni”) che tagliano l’altopiano calcareo, con la tendenza all’allargamento e avvicinamento allo sbocco a mare.
Connesso a queste forme di idrografia superficiale sono le “ripe di erosione fluviale” che costituiscono discontinuità nella articolazione morfologica del territorio.
Queste valli, confluiscono in estese aree depresse interne all’altopiano, caratterizzate da fondo piatto, costituendo così dei veri e propri impantanamenti.
L’altra caratteristica è data dalle “doline” che sono le tipiche forme depresse originate dalla dissoluzione carsica delle rocce calcaree, tali da modellare l’originaria superficie tabulare del rilievo, spesso ricchi di singolarità naturali, eco-sistemiche e paesaggistiche (flora e fauna rara, tracce di insediamenti storici ecc.).
Una delle doline più significative per dimensione e profondità è la “Dolina Pozzatina” che si trova nella parte occidentale del promontorio (nel comune di San Nicandro Garganico), una cavità in forma ellittica con l’asse maggiore di 675 mt. e quello minore di 440 mt., una profondità relativa di 104 mt. e quella topografica di 130 mt.
I fianchi della dolina sono in pendenza e con le inversioni termiche si creano dei microclimi che differenziano la vegetazione: a nord è fitto di Acero, Cerro e Roverella mentre a sud di Leccio e arbusti.
Nella parte più boschiva e meno accessibile si crea un ambiente favorevole per la fauna selvatica.
Tra gli elementi di criticità del paesaggio caratteristico nel Gargano sono da considerare le diverse tipologie di occupazione antropica delle forme carsiche.
Tali occupazioni (abitazioni, infrastrutture stradali, impianti, aree di servizio ecc.) contribuiscono a frammentare la naturale continuità morfologica delle forme e di incrementare sia le condizioni a rischio idraulico (valloni, doline, voragini) sia di impatto morfologico nel sistema del paesaggio.
Una delle forme di occupazione antropica di maggior impatto è quella dell’apertura di cave, che creano delle vere e proprie “ferite” alla continuità paesaggistica.
Altro elemento di criticità è dato dalla trasformazione delle aree costiere, soprattutto ai fini della fruizione turistica, che spesso avvengono senza tener conto degli effetti sugli equilibri meteomarini.
Infine bisogna tener presente l’alterazione dei rapporti di equilibrio tra idrologia   superficiale e sotterranea, nella consapevolezza che la falda idrica sotterranea dipende, nei suoi caratteri qualitativi e quantitativi, dalle caratteristiche di naturalità dei suoli.
La Valenza Ecologica del paesaggio del Gargano è massima per le superfici boschive e forestali della Foresta Umbra ed alta per le aree a pascolo naturale, le praterie e i prati stabili, non irrigui, dell’altopiano carsico.
L’agroecosistema si presenta in genere diversificato e complesso: le aree collinari nella parte orientale, settentrionale e meridionale sono coltivate per lo più da oliveti che hanno una valenza ecologica medio-alta per la presenza di boschi, siepi, muretti.
Il Gargano è costituito da terreni calcarei del Cretacico e dell’Eocene; raggiunge l’altitudine massima nel Monte Calvo (1065 mt.) che si eleva su un terrazzo collocato tra i 500 e i 600 metri che guarda la piana del Tavoliere verso Sud.
Numerose sono le grotte marine, nonché le cavità artificiali ma l’idrografia superficiale risulta essere molto ridotta.
Caratterizzato da una intensa frequentazione in età paleolitica (come ad esempio Romandato e Paglicci), in età protostorica sono i siti prossimi al mare ad ospitare stanziamenti umani (Monte Saraceno, Manaccora), per la prevalenza di attività marina.
Non si spiega l’arretramento del popolamento, avvenuto successivamente (VI secolo a.C); l’età romana non presenta insediamenti di grande estensione, ad eccezione di Uria (attuale Vieste) e Siponto, che si trova in una zona esterna al promontorio.
In questo periodo, una fase importante è quella relativa alla rete di fattorie e ville (ad esempio Agnulli, presso Mattinata), diffuse soprattutto nelle valli costiere, mentre all’interno del Gargano non si sono mai manifestati nuclei abitati significativi.
Centri strutturati si sono affermati in età alto medievale, sul litorale costiero o lagunare (Lesina, Varano), sfruttando le risorse del mare e della laguna.
La successiva ripresa demografica e la creazione di abbazie e monasteri sulla via percorsa dai pellegrini che si recavano a Monte Sant’Angelo, costituisce, tra il X e il XI secolo, un passo importante per l’aggregazione del popolamento più fortificato, al pari degli insediamenti presenti sul litorale settentrionale (Peschici).
Ma le numerose fondazioni di villaggi fortificati sono avvenute nella prima età normanna (Apricena, Rignano, Vico, Cagnano, Carpino ecc.)
Ora, l’insediamento si presenta fortemente accentrato: la popolazione è distribuita in 17 comuni ed è censita in circa 210 mila abitanti (sostanzialmente stabile negli ultimi decenni) perché la crescita demografica di Manfredonia, San Giovanni Rotondo e Vieste ha compensato le perdite dei centri un tempo più popolosi, come Monte Sant’Angelo, Vico del Gargano e San Marco in Lamis.
Limitata è la quota di popolazione sparsa e poco di più relativa a quella che vive nelle frazioni, alcune delle quali crescono nel periodo estivo (Macchia di Monte Sant’Angelo, Borgo Celano di San Marco in Lamis, San Menaio di Vico, San Salvatore, Ruggiano, Tomaiuoli tra Manfredonia, San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo).
Di maggiore impatto e più recenti sono gli insediamenti di Rodi Garganico e del Fortore, con numerosi casi di abusivismo e i grandi insediamenti di Marina di Lesina, Torre Mileto e Lido del Sole.
Totale della Popolazione residente al 1° Gennaio 2013 per sesso e stato civile

Provincia: Foggia

Codice Comune

Comuni

Totale Maschi

Totale Femmine

Maschi+Femmine

071004

Apricena

6619

6822

13441

071008

Cagnano Varano

3664

3684

7348

071012

Carpino

2120

2200

4320

071025

Ischitella

2205

2261

4466

071026

Isole Tremiti

262

205

467

071027

Lesina

3121

3206

6327

071029

Manfredonia

27972

28313

56285

071031

Mattinata

3134

3285

6419

071033

Monte Sant'Angelo

6312

6678

12990

071038

Peschici

2122

2120

4242

071041

RignanoGarganico

1042

1146

2188

071043

Rodi Garganico

1813

1928

3741

071046

San Giovanni Rotondo

13432

14074

27506

071047

San Marco in Lamis

6816

7222

14038

071049

San Nicandro Garganico

7786

8215

16001

071053

Serracapriola

1982

2088

4070

071059

Vico del Gargano

3798

4009

7807

071060

Vieste

6765

6836

13601

Gargano - La spiaggia di Peschici vista dal Monte Pucci
Gargano - La spiaggia di Peschici vista dal Monte Pucci

Il Gargano è stato tradizionalmente collegato al Regno di Napoli e ai centri del Nord Adriatico soprattutto via mare, attraverso gli scali di San Menaio, Rodi Garganico, Peschici, Vieste e il grande porto di Manfredonia; comunque mantiene a lungo caratteristiche di insularità.
Solo nel primo Ottocento si comincia a costituire la “rotabile” che collega i centri del “terrazzo meridionale”.
Agli anni Ottanta del XIX secolo risale il tronco ferroviario Foggia - Manfredonia (la costruzione dell’anello viario costiero è di molto posteriore).
Negli anni Venti e Trenta del XX secolo, invece, viene realizzata la ferrovia che da San Severo porta a Peschici - Calenella.
Il Gargano presenta una notevole varietà di paesaggi proprio per la sua articolata morfologia e pedologia: attorno alla vastità di boschi (boschi di Spigno, di Manfredonia, Quarto, Foresta Umbra, Bosco Difesa di SanMatteo) ci sono una serie di pinete che arrivano fino al mare.
La fascia costiera è caratterizzata dalla presenza di oliveti, spesso posti su terrazze artificiali, ospitanti, in prossimità di Monte Sant’Angelo, anche povere colture orticole.
Tra Rodi, Vico e Ischitella abbiamo un’interessante oasi agrumaria, che costituisce un paesaggio particolare, costituito da muretti e filari frangivento e canalette per l’irrigazione.
Nella zona di Lesina, le colture principali sono quelle orticole ed industriali (pomodoro).
La situazione muta a partire dagli anni 60, quando l’abbandono dei seminativi di montagna o di alta collina ha portato a fenomeni di rinaturalizzazione spontanea, con la diffusione di flora cespugliosa, macchiosa e di forme boschive.
Questa situazione comporta anche una redditività economica ridotta perché si è ridotta così anche la produzione di legname da costruzione e di legna da ardere. Considerati i limitati proventi derivanti dal turismo naturalistico, il pascolo è la risorsa più importante della vasta area interna.
Storicamente, una parte del personale fisso delle masserie di tutta un’ampia fascia di territorio che va da San Severo e Torremaggiore fino a Foggia e Manfredonia  proveniva dai centri del Gargano occidentale, da San Nicandro Garganico a San Marco in Lamis.
Questi flussi di manodopera, già ridotti dalla meccanizzazione, si sono decisamente interrotti già da decenni e i garganici sono stati sostituiti da lavoratori extracomunitari. Il vecchio bracciante spesso è diventato bidello e/o emigrante, peggiorando la situazione generale.

Un tipico 'pagghiare' nel territorio di San Marco in Lamis
Un tipico 'pagghiare' nel territorio di San Marco in Lamis
Nonostante la bassissima percentuale di popolazione sparsa, meritano una certa attenzione le costruzioni rurali; le dimore trogloditiche non sono più abitate (vedi grotte a Peschici) e la maggior parte dell’edificazione rurale è costituita da dimore elementari con due ambienti accostati.
Nelle aree di cultura legnosa (Gargano settentrionale), l’edificio rurale acquista maggiori dimensioni componendosi di un pian terreno e un piano superiore.
In alcune aree della pedemontana garganica meridionale, l’edificio rurale è spesso costituito dalle masserie con i piani terreni adibiti a stalla.
Nelle aree di allevamento, la casa del pastore ha un piano fuori terra collegato a un recinto in pietra dove ci sono gli animali.
Notevole è la presenza delle tipiche dimore temporanee garganiche, i 'pagghiare', costruzioni in pietra di diversa tipologia.
Numerosi esemplari si trovano nel territorio di San Marco in Lamis - San Nicandro Garganico - San Giovanni Rotondo - Monte Sant’Angelo.
Un esempio importante rivestono anche i muretti a secco (macère) di divisione dei terreni e i “cutini” che erano vaste cisterne di raccolta dell’acqua piovana.
Sul ciglio della Valle di Vituro a San Marco in Lamis - Muri a secco con un tipico “pagghiare”
Sul ciglio della Valle di Vituro a San Marco in Lamis - Muri a secco con un tipico “pagghiare”
Le maggiori criticità, oltre all’abusivismo e all’espansione edilizia legata al turismo, sono date dall’invecchiamento della popolazione rurale, al diffuso abbandono dei terreni coltivabili e ad una espansione incontrollata dei boschi.
Questi fenomeni minacciano le sistemazioni fondiarie più delicate, come i terrazzamenti del versante meridionale del promontorio tra Monte Sant’Angelo e la parte orientale del territorio di Mattinata, spesso in stato di abbandono per la mancata manutenzione dei muri di contenimento. Altro fenomeno notevole, frenante rispetto ad una seria programmazione turistica, sono la speculazione e l’abusivismo edilizio.
L’abbandono dei seminativi di collina e la distruzione degli orti, producono fenomeni di impoverimento della biodiversità.
Residue sono ormai le coltivazioni viticole del nord del Gargano, un tempo molto apprezzate, e le varietà frutticole.
Tra i paesaggi rurali presenti ce ne sono alcuni di gran pregio, in gran parte storici e tradizionali, risultato di coltivazioni e tecniche di regimazione e presidio del suolo di tipo tradizionale.
L’oliveto terrazzato, gli agrumeti e il mosaico agro - silvo - pastorale, rappresentano tipologie colturali che presentano caratteri storici e tradizionali.
A sud di Vieste, il paesaggio rurale dominante è l’oliveto terrazzato, paesaggio che domina anche nel territorio di Mattinata e Monte Sant’Angelo.
I paesaggi rurali costieri sono elementi di valore patrimoniale, ma anche al suo interno il Gargano presenta paesaggi rurali noti, in particolare l’altopiano carsico nel tratto di Monte Sant’Angelo e Valle Carborara: si tratta di un paesaggio suggestivo, caratterizzato da quel mosaico agro-silvo-pastorale che alterna colture seminative a pascoli e macchie di bosco.
Paesaggi rurali di grande valore sono quelli dei valloni garganici, nei quali le tipologie colturali si combinano con la struttura geomorfologica e quindi gli oliveti si presentano con i loro caratteri storici e tradizionali.
Un grave fattore di criticità per quanto riguarda il paesaggio rurale costiero risulta quello dell’espansione dei centri urbani costieri ma anche dei centri interni, come Manfredonia ad esempio.
Un altro fenomeno che investe l’ambito garganico, in maniera più generalizzata, è quello dell’abbandono di molti siti a causa della scarsa produttività o accessibilità dei fondi agricoli.
In conclusione tra le colture prevalenti abbiamo quella degli oliveti, dei cereali e quelle delle foraggere; dove la produttività agricola è ridotta per abbandono delle aree si insiste con l’allevamento brado del bestiame (bovino podolico e capra “nustrala”).
L’allontanarsi della strada litoranea dalla costa, tra Cala San Felice e Baia delle Zagare, fa assumere al sistema insediativo turistico un carattere di casualità: ad esempio Pugnochiuso e Baia delle Zagare risultano essere nuclei ricettivi aventi una maggiore cura architettonica e migliore ricercatezza nel disegno degli spazi aperti.
Il territorio compreso tra Mattinata e Monte Sant’Angelo inverte il sistema con i centri consolidati all’interno ed una dispersione insediativa che arriva nelle valli fino a raggiungere la costa.
La strada litoranea organizza un sistema insediativo a bassa densità ed è caratterizzata da un tempo di percorrenza lento che permette un’importante relazione visiva con il paesaggio.
Infine, il sistema a pettine del Gargano si è fortemente polarizzato nella zona di San Giovanni Rotondo, investita da interessanti fenomeni turistici di tipo religioso: l’estensione urbana con strutture religiose ed alberghi hanno modificato il volto di questo piccolo paese.
Anche l’intero arcipelago delle Isole Tremiti rappresenta un paesaggio di notevole interesse data la sua appartenenza al Parco Nazionale del Gargano, per l’integrità e la vastità di biocenosi presenti nei fondali (per questo è stato dichiarato Area Marina Protetta).
Veduta delle Isole Tremiti in Provincia di Foggia
Veduta delle Isole Tremiti in Provincia di Foggia

L’arcipelago si distingue nell’Adriatico per la presenza di habitat altamente diversificati, tra cui quelli rupestri e quelli delle scogliere.
I rischi presenti in queste zone riguardano l’erosione costiera, le esondazioni lungo le sponde delle lagune e nell’area delle foci.
Dal punto di vista infrastrutturale, abitanti e turisti possono disporre solo dell’auto privata per spostarsi all’interno del Promontorio, in quanto il trasporto pubblico è estremamente carente.Le stazioni ferroviarie, che servono i centri disposti sulle alture circostanti le lagune, sono troppo lontane e prive di altri tipi di collegamento con la costa.
Dopo la costruzione della SS 693, non vi è stato alcun progetto di valorizzazione paesaggistica dell’antica strada che costeggiava il Lago di Lesina (SP40) e della strada che bordava, prima in altura, poi a valle, le sponde meridionali del lago di Varano (SS89).
Il turismo praticato in queste zone è prettamente balneare ed è caratterizzato da una modesta presenza di outsider, da una stagionalità elevata, una modesta integrazione con il Parco Nazionale del Gargano e con le risorse patrimoniali dell’entroterra.