Il turismo religioso: realtà presente e prospettive


Territorio del monastero di San Giovanni in Lamis a San Marco in Lamis
Territorio del monastero di San Giovanni in Lamis a San Marco in Lamis
Molti spunti presenti in questa sezione mi sono stati offerti da Padre Mario Villani, frate francescano, direttore della Biblioteca di San Matteo sul Gargano a San Marco in Lamis, testimone dei fenomeni relativi al pellegrinaggio, studioso della Via Francesca e della Transumanza. Le fonti ben definite verranno citate regolarmente.
L’immagine turistica di San Giovanni Rotondo è legata in modo indissolubile a P. Pio da Pietrelcina, elevato agli onori dell’altare nel 2002 dal Papa Giovanni Paolo II.
Il tema “immagine turistica” è molto attuale quando si parla di turismo, ma non credo che valga in modo assoluto nel caso dei pellegrini, inquadrati nel cosiddetto “turismo religioso”.
San Giovanni Rotondo si trova ai primi posti nelle statistiche turistiche della regione Puglia e non solo.
Ma coloro che si recano a San Giovanni Rotondo sono dei turisti o dei pellegrini? Non mi piace l’espressione “turismo religioso”, usata spesso a sproposito o comunque per nascondere altri fini.
Penso che coloro che si recano a San Giovanni Rotondo sono dei pellegrini e solo in base a questo assunto userò l’espressione “turismo religioso”.
Il turista ed il pellegrino hanno certamente dei punti in comune. Il pellegrino, oltre che cercare una esperienza religiosa, si trattiene brevemente in un luogo.
In Italia le radici della religione cattolica sono radicate nella coscienza collettiva tramite la socializzazione religiosa, familiare e civile.
Comunque tra il pellegrino ed il turista, nonostante punti di contatto, ci sono grosse differenze. Quando si parla di turismo o pellegrinaggi è obbligatorio pensare al concetto di ospitalità.
Questa era gratuita nelle civiltà pagane e pre-cristiane, quindi viene sostituita dalla ospitalità religiosa a scopo benefico, soprattutto per i pellegrini; si trasforma, infine, in ospitalità a pagamento.
Il turismo postula che l’ospitalità a pagamento consideri marginale l’esperienza religiosa applicata all’accoglienza ed ai relativi servizi di supporto.
Ė un dato di fatto che i pellegrini possono essere nel Gargano elementi interessanti anche per le ricadute economiche.
In questo studio mi sono concentrata su San Marco in Lamis - Borgo Celano - San Giovanni Rotondo, poste sulla Via Francesca, chiamata anche (e principalmente, ma in modo completamente errato, Via Sacra Langobardorum).
Il tratto garganico della Via Francesca viene citato in un documento del 1007, come punto di identificazione dei confini del feudo dell’Abbazia di San Giovanni in Lamis (attuale convento di San Matteo).
Mappa del tratto garganico della Via Francesca
Mappa del tratto garganico della Via Francesca
Il tratto garganico della Via Francesca (in gran parte la S.S 272) è caratterizzato da un grande numero di santuari. Inizia con quello di Maria SS. di Stignano e poi quello di San Matteo Apostolo, a San Marco in Lamis. Quindi si trova Maria SS. delle Grazie, a San Giovanni Rotondo, dove ha vissuto ed è sepolto San Pio da Pietrelcina, il frate con le stimmate.
La Via approda a Monte Sant’Angelo, sede del santuario dedicato a S. Michele Arcangelo, meta da oltre un millennio di pellegrini e transumanti.
Nelle vicinanze di Monte Sant’Angelo è posto il santuario della Madonna di Pulsano, fondato da San Giovanni da Matera.
Nella pianura sottostante, dopo avere attraversato Manfredonia, la Via incontra i santuari di Santa Maria e San Leonardo a Siponto per proseguire e terminare al santuario della Madonna Incoronata, a Foggia.
Quindi, se vogliamo parlare di turismo religioso dobbiamo parlare di santuari, pellegrini, Via Francesca e Transumanza.
Non è possibile ridurre a schemi fissi istituzioni ecclesiastiche quali i santuari ed i pellegrini. Ogni santuario ha la sua storia e la sua area di influenza, che varia nel tempo.
Nel Gargano, ma non solo, i santuari e le loro aree di influenza sono state create dai pellegrini, che hanno letteralmente modellato nei secoli il paesaggio del Gargano meridionale, definito anche “territorio”.
Pellegrino tedesco in visita a San Matteo, dove è stato accolto e rifocillato. Proseguirà per la Terra Santa
Pellegrino tedesco in visita a San Matteo, dove è stato accolto e rifocillato. Proseguirà per la Terra Santa
I pellegrini tracciano i percorsi, determinano i luoghi di sosta, portano con sé importanti elementi come la lingua, gli usi, le conoscenze, gli oggetti, le devozioni con le quali arricchiscono i luoghi attraversati.
Molti degli insediamenti umani da cui sono nate le città del Gargano sono frutto del passaggio dei pellegrini.
Essi arrivano oggi con autobus, con auto, treni o aerei, ma molti arrivano ancora a piedi.
Tanti si fermano al convento di San Matteo a San Marco in Lamis, dove vengono rifocillati ed il giorno seguente ripartono, continuando il loro viaggio.
Altro elemento che va considerato nella trattazione del “turismo religioso” è quello delle famiglie religiose, specialmente Francescane.
Per il loro fondatore, San Francesco, il problema della natura è importantissimo.
Il sole porta “significazione” di Dio, l’acqua è “umile, et preziosa et casta”, il fuoco è “robustoso e forte”. I francescani hanno dato grande importanza ai problemi naturalistici e del territorio.
Per loro i vari esseri che abitano la terra non possono essere classificati in base ad un sistema antropocentrico, per cui ci sono animali domestici e selvatici.
Gli insediamenti francescani sul Gargano
Gli insediamenti francescani sul Gargano
I frati, nell’ambito di una visione religiosa della vita e nell’ambito del loro ministero di evangelizzazione, parlavano ai contadini, ai pastori, ai “borghesi”, a tutti dell’utilizzo razionale del territorio, dell’importanza dei boschi, dei danni causati dalla cesinazione, dell’utilizzo della terra e dei suoi frutti.
L’operazione pubblica, che vanta una “scoperta” della Via Francigena non penso che possa portare a buoni risultati.
Tale Via viene percorsa da pellegrini da oltre 1500 anni e non ha bisogno di essere scoperta. Piuttosto sarebbe necessario coinvolgere i religiosi, proprietari e custodi dei santuari e dei Beni Culturali ivi raccolti.
Questo non viene fatto ed è un peccato per il Gargano ed il suo sviluppo turistico.
I pellegrini continuano, comunque, a frequentare i santuari.